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Tasse e sussidi possono essere considerati una forma di comunicazione in grado di influenzare il cambiamento, poiché sia ricchi che poveri si comportano in conseguenza degli andamenti dei prezzi. Quando qualcosa viene tassato, si tende a comperarne meno, mentre se qualcosa viene incentivato, i prezzi scendono e si tende ad acquistarne di più.
Una pratica che aiuterebbe a migliorare radicalmente la produttività delle risorse sarebbe quella di spostare l'imposizione fiscale dal lavoro all'inquinamento, allo sfruttamento di risorse e ai rifiuti, tutti attualmente incentivati.
Ciò non implica ridefinire chi paga le tasse, bensì ridefinire che cosa viene tassato. Si può liberare il lavoro dalla tassazione e far pagare la produzione di rifiuti e l'estrazione di risorse: così il capitale offrirà più lavoro e cercherà di risparmiare risorse; e poiché la base imponibile continuerà a diminuire, la tassazione sulle risorse crescerà, spingendo la ricerca e l'innovazione.
Ma sarà anche necessario un gettito inferiore, perché molti dei costi ambientali e dei problemi sociali cui si deve far fronte con il denaro pubblico scompariranno.
Spostamenti fiscali di questa natura hanno bisogno di consolidarsi nel tempo, in modo che l'imprenditoria abbia una chiara visione di dove conviene fare investimenti strategici. Tali manovre devono essere programmate per periodi sufficientemente lunghi (quindici, venti anni), così che i capitali investiti possano continuare ad essere ammortizzati per il loro normale tempo vita.
Si apre quindi una strada graduale e precisa ai cambiamenti e all'innovazione. L'obiettivo finale dovrebbe essere quello della tassazione zero sul lavoro.
Questo spostamento dovrebbe lasciare, in linea di massima, inalterato il carico fiscale dei diversi gruppi di reddito, ad eccezione di quello a reddito più basso.
Ci sono molti modi di procedere verso questi obiettivi (quello più regressivo e punitivo è proprio l'attuale sistema di ritenute sociali, che costringe i redditi più bassi a pagare proporzionalmente molto di più di quelli elevati).
Può sembrare scorretto ridurre la tassazione degli investimenti o dei redditi aziendali, ma ciò consente di far scendere il tasso di redditività considerato indispensabile per giustificare l'investimento. È proprio per raggiungere questa redditività che si tende oggi a sfruttare al massimo le risorse: un cambiamento della tassazione spingerebbe inesorabilmente verso la conservazione del capitale naturale.