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La
sala capitolare dell'abbazia di San Martino da
luogo di riunione dei monaci cistercensi a "camera
del trucco"
Simona Ricci
La sala capitolare
dell'abbazia cistercense di San Martino al Cimino,
che risale all'origine della stessa abbazia cui
è annessa, era l'ambiente in cui ogni giorno si
concludeva l'Ufficio, si svolgeva il "capitolo
delle colpe", ma anche l'elezione dell'abate,
l'ammissione dei novizi e la vestizione religiosa.
Nella prima metà del Cinquecento le crociere furono
ornate da pitture a grottesche mentre i lavori
seicenteschi, pavimentazione in marmo bianco e
bardiglio e lunette affrescate, sono dovuti a
donna Olimpia Pamphilj. E proprio nel Seicento
l'antica sala capitolare divenne la camera adibita
al "trucco", gioco simile al biliardo.
Dai primi del Novecento è sede delle Confraternite
del SS.mo Sacramento e del Rosario di San Martino.
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