Art.
1 - Il Centro di Catalogazione dei Beni Culturali
dell'Amministrazione Provinciale di Viterbo,
istituito con delibera n. 86 del 29/3/78,
ha lo scopo di concorrere alla conoscenza
ed alla valorizzazione del patrimonio culturale
ed ambientale.
Il
Centro è un organismo di ricerca e dì produzione
di materiale documentario sui beni culturali
ed ambientali ed è aperto alla pubblica consultazione.
Esso
costituisce il punto di riferimento per la
produzione ed il coordinamento delle attività
di censimento e catalogazione nel territorio
della provincia dì Viterbo, ed ha sede nella
città di Viterbo.
Il
Centro di Catalogazione rappresenta un servizio
scientifico-culturale della provincia, e svolge
le sue attività nell'ambito dell'Assessorato
alla Cultura, pertanto non costituisce figura
giuridica autonoma o autarchica, ed il suo
bilancio rientra nel capitolato generale dell'Amministrazione
Provinciale.
Potranno
concorrere alla formazione del relativo capitolato
di bilancio anche fondi, contributi e finanziamenti
della Regione Lazio, dello Stato e di altri
Enti, Consorzi tecnico-scientifici operanti
nel territorio e nel settore dei Beni Culturali.
Art.
2 - Gli obiettivi e gli scopi del Centro di
Catalogazione sono:
-
curare
la raccolta e l'elaborazione della documentazione
relativa ai beni culturali ed ambientali,
sia per la realizzazione delle proprie
finalità, sia in funzione della programmazione
socio-economica e della pianificazione
svolta e da svolgere a livello provinciale
e comunale, provvedendo ad eseguire lavori
di censimento anche in accordo con la
Regione Lazio e su programmi da questa
finanziati;
-
curare,
al fine di un ordinamento in archivi organici
e funzionali, la raccolta della documentazione
prodotta con il lavoro e le ricerche degli
addetti del Centro di Catalogazione, e
provvedere alla ricerca sistematica di
ogni possibile fonte anche attraverso
la creazione di appositi indici, inventari,
cataloghi;
-
curare
l'organizzazione di corsi di formazione
e riqualificazione professionale per operatori
del centro specializzati in metodi e tecniche
della documentazione applicata al settore
dei beni culturali e ambientali;
-
promuovere
iniziative volte all'acquisizione sia
da Enti pubblici che privati di materiale
documentario ed alla produzione di nuovo;
-
procedere
all'elaborazione, divulgazione e pubblicazione
degli strumenti necessari per il raggiungimento
degli obiettivi e degli scopi prefissati;
-
promuovere
incontri, convegni ed iniziative di massa
atte a diffondere la conoscenza del patrimonio
territoriale e l'aspetto storico-culturale
della provincia. Il Centro è un servizio
dell'Amministrazione Provinciale che lo
utilizza appunto per la conoscenza e le
iniziative sul territorio;
-
promuovere
tutte le iniziative possibili a favorire
il collegamento e la collaborazione con
Enti ed Istituzioni sia pubbliche che
private, che si occupano di beni culturali
ed ambientali, soprattutto prevedendo
il collegamento con il Centro Regionale
di Documentazione istituito dalla Regione
Lazio.
Art.
3 - Il Centro di Catalogazione si articola
secondo il seguente schema composto di tre
fondamentali indirizzi scientifici
entro cui dovranno muoversi sia gli operatori
che i responsabili scientifici:
-
scienze
della terra,
con prevalente taglio nel campo dello
studio, della osservazione e della documentazione
dei fenomeni naturali e di trasformazione,
anche antropica, esistente sul territorio;
-
scienze
storiche, con indirizzo della
ricerca sulla stratificazione storica
dell'azione dell'uomo sul territorio;
studio degli aspetti derivati;
-
scienze
antropiche, con attività di
ricerca sullo spessore e la consistenza
di manifestazioni di cultura popolare
spontanea o derivata e sulle conseguenze
e interrelazioni con la trasformazione
del territorio.
I
sopraelencati indirizzi scientifici, denominati
"SETTORI", potranno articolarsi
in diverse sezioni disciplinari specialistiche,
organizzate e impostate sulla base dei programmi
annuali.
La
necessità dì creare realizzazioni finite nelle
tre discipline, deve invece trovare il suo
pieno soddisfacimento in un modello organizzato
dove l'operatività dell'addetto si configura
come vero e proprio "servizio" sia
per il "consumatore" (la collettività)
sia per il Centro stesso. Questo modello organizzativo
si realizza in una serie di "servizi"
a carattere tecnico-professionale che, al
di là delle effettive esigenze e proiezioni
nel futuro, si identificano nei seguenti "uffici":
- Biblioteca
- Archivio
- Ufficio Tecnico
(fotografia, grafica, cartografia)
- Audiovisivi
- Informatica
- Laboratori
- Segreteria
- Direzione
- Redazione
Gli
uffici saranno aperti al pubblico nei giorni
e nei modi stabiliti dalla Direzione.
Art.
4 - Ai fini dell'espletamento dei compiti
indicati all'art. 2, il Centro di Catalogazione
si avvale della collaborazione degli Assessorati
della Provincia e delle loro capacità tecniche
ed operative.
Gli
Assessorati e le altre strutture della Provincia
collaborano con il Centro di Catalogazione
nell'ambito delle rispettive competenze, fornendo
informazioni e documentazioni relative al
patrimonio culturale ed ambientale nonché
ogni altro dato necessario alla conoscenza.
Le
suddette strutture si avvarranno, nell'elaborazione
e nella gestione dei propri programmi di intervento
sul territorio, della documentazione esistente
presso il Centro di Catalogazione.
Il
Centro di Catalogazione, tramite l'Assessorato
all a Cultura, promuove rapporti con Istituti
e Enti pubblici e privati operanti nel settore
dei Beni Culturali ed Ambientali, sia per
forma di collaborazione e consulenza tecnico-scientifica,
sia per la formazione professionale degli
operatori del Centro, sia per il reciproco
scambio di materiale documentario.
A
tal fine verranno stipulate apposite convenzioni
con gli Istituti e gli Enti suddetti.
Art.
5 - In relazione ai compiti, agli scopi ed
agli obiettivi descritti il Centro di Catalogazione
si fornisce di una struttura organica così
composta:
Direttore,
con funzioni di coordinamento generale,
rappresentanza e promozione verso gli Enti.
Responsabili
scientifici, con funzioni di coordinamento
a due livelli;
-
coordinatore
di ricerca, con funzioni di revisione
del prodotto e di informazione professionale
e disciplinare, risponde scientificamente
del prodotto.
-
coordinatore
tecnico, ha funzioni di organizzatore
del lavoro pratico sia sul territorio
che in sede, segue la produzione e la
verifica nella qualità e nella rispondenza
alle esigenze.
Operatori,
addetti alla esecuzione del lavoro con
diverse responsabilità relative alla preparazione
culturale e scientifica, eseguono rilevamenti,
schedature e documenti grafici e fotografici
e registrazioni a secondo della specifica
preparazione e vocazione professionale.
Ai
fini di una corretta programmazione delle
attività e delle ricerche ed iniziative da
promuovere ogni anno, presso il Centro di
Catalogazione si istituisce un Comitato Scientifico
composto dal Direttore, dai Responsabili Scientifici,
da una rappresentanza degli operatori, dall'Assessore
alla Cultura, da due Consiglieri Provinciali
(di cui uno eletto dalla maggioranza e uno
dalla minoranza).
Art.
6 - Il Centro di Catalogazione, superata la
fase sperimentale e di avvio necessaria al
momento iniziale, dovrà operare con efficace
ed incisiva attività promozionale e di coordinamento.
Tramite il Comitato Scientifico, il Direttore
proporrà all'Amministrazione Provinciale un
piano annuale indicante in sintesi le iniziative
che sì intendono svolgere e le ipotesi dì
organizzazione relativa e necessaria per la
realizzazione degli scopi e obiettivi. Tutte
le spese per le suddette attività e per il
funzionamento del Centro dì Catalogazione
saranno a carico del bilancio dell'Amministrazione
Provinciale che annualmente provvederà a stabilire
appositi e adeguati stanziamenti sui capitoli
di spesa disponibili. Il Direttore provvederà
a presentare ogni fine d'anno il consuntivo
delle attività e delle realizzazioni attuate
dal Centro di Catalogazione, corredandolo
anche di relazione economica e bilancio del
patrimonio custodito presso il Centro di Catalogazione.