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Tra
classicismo e varietas: le tipologie delle
basi nelle chiese romaniche viterbesi
Massimo Giuseppe
Bonelli
Breve analisi delle varie tipologie nel mondo greco
e romano, con le trasformazioni avvenute durante
l’Altomedioevo e i due linguaggi, uno legato ai
modelli antichi, l’altro “modernista”, all’interno
della plastica decorativa romanica. L’architettura
viterbese dei sec. XII e XIII rispecchia
la compresenza di questi due idiomi artistici,
dato che le chiese della città risalenti a questo
periodo adottano soluzioni molto differenti fra
loro. La serie di basamenti di edifici come Santa
Maria Nuova o San Lorenzo si ispira infatti al
tipo canonico della base attica, mentre quella
di San Sisto rivendica un’assoluta autonomia ricercando
nuove tipologie e forme e ribadisce la posizione
privilegiata della collegiata viterbese nell’ambito
del panorama cittadino per quanto riguarda l’accettazione
degli influssi artistici provenienti dalla Penisola
e d’Oltralpe.
In appendice: rilievo e analisi delle superfici
delle basi delle colonne delle navate di San Sisto.
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