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Gli
specchi incisi d’Etruria e del Latium Vetus.
Gli strumenti dell’incisione
Lorenzo Galeotti
L’obiettivo
principale della ricerca è di stabilire quali
siano stati nell’antichità gli strumenti e le
tecniche ad essi associate che hanno consentito
agli incisori di specchi dell’Etruria e del Latium
Vetus, dalla fine del VI sec. a.C. al II sec.
a.C., di produrre, in gran quantità e spesso con
tanta qualità, un notevole numero di apparati
iconografici incisi.
L’intervento di restauro e conservazione su 24
specchi provenienti dall’area del viterbese e
custoditi dal Museo Archeologico Nazionale di
Viterbo ha fornito osservazioni di natura tecnica
sui caratteri delle incisioni ottenute probabilmente
con uno strumento che consentiva all’artigiano
antico di procedere con sicurezza e senza che
si producessero eccessive cariche di spinta specialmente
nei casi di strutture metalliche sottili, uno
strumento diverso sia dal cesello profilatore
che dal bulino, e la cui tecnica permette di verificare
l’autenticità o la falsità di uno specchio inciso
proprio sulla base dei caratteri dell’incisione.
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