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Ladduzione
idrica nella Viterbo medievale
Chiara De Santis
Attraverso gli Statuti del
1237-38 e del 1251-52 e attraverso unanalisi
diretta di alcuni reperti è stato possibile documentare
lesistenza, in epoca medioevale, di unampia
rete idrica costituita da cunicoli scavati direttamente
nella roccia, da pozzi-cisterne, da spartitoi,
da condotti in peperino ed in cotto, da alvei
e da leghe.
Lapprovvigionamento idrico a Viterbo in
epoca medioevale ha una rilevanza notevole come
testimoniano sia gli impianti eseguiti, sia il
ruolo politico e sociale che esso viene ad assumere,
sia le normative emanate al fine di evitare soprusi
e manomissioni.
Relativamente alle sorgenti dellAcqua Passera
che ancora oggi, come nel Medioevo, riforniscono
un buon tratto della rete idrica urbica, è di
rilevante interesse il fatto che esse sono le
medesime che anticamente alimentavano un monumentale
acquedotto romano.
Mentre per lacquedotto delle Pietrare la
data di costruzione risale al 1268, anno in cui
Visconte di Raniero Gatti, capitano del popolo,
fece edificare lacquedotto.
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