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Centro di Catalogazione dei Beni Culturali

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Pubblicazione periodica semestrale del ccbc della Provincia di Viterbo

N. 14 - luglio-dicembre 1997


L’adduzione idrica nella Viterbo medievale
Chiara De Santis

Attraverso gli Statuti del 1237-38 e del 1251-52 e attraverso un’analisi diretta di alcuni reperti è stato possibile documentare l’esistenza, in epoca medioevale, di un’ampia rete idrica costituita da cunicoli scavati direttamente nella roccia, da pozzi-cisterne, da spartitoi, da condotti in peperino ed in cotto, da alvei e da leghe.
L’approvvigionamento idrico a Viterbo in epoca medioevale ha una rilevanza notevole come testimoniano sia gli impianti eseguiti, sia il ruolo politico e sociale che esso viene ad assumere, sia le normative emanate al fine di evitare soprusi e manomissioni.
Relativamente alle sorgenti dell’Acqua Passera che ancora oggi, come nel Medioevo, riforniscono un buon tratto della rete idrica urbica, è di rilevante interesse il fatto che esse sono le medesime che anticamente alimentavano un monumentale acquedotto romano.
Mentre per l’acquedotto delle Pietrare la data di costruzione risale al 1268, anno in cui Visconte di Raniero Gatti, capitano del popolo, fece edificare l’acquedotto.


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