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Centro di Catalogazione dei Beni Culturali

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Pubblicazione periodica semestrale del ccbc della Provincia di Viterbo

N. 17 - gennaio-giugno 2000


LA MADONNA DELLA QUERCIA 
E I SANTUARI MARIANI NELLA TUSCIA

Immagini di una devozione

Alla vigilia dell'apertura dell'anno giubilare, ritorna con forza l'attenzione per tutte quelle pratiche di pietà che, nel corso del tempo, hanno dato espressione alla volontà di espiazione e di riconciliazione con Dio.
Il pellegrinaggio è stato uno strumento fondamentale di questo vissuto della fede, sia il pellegrinaggio alla sede di Pietro come pure il pellegrinaggio verso la Terra Santa e a tutti i luoghi che la cultura del tempo, la devozione e l'insegnamento della Chiesa aveva individuato come i più consoni alle pratiche del pentimento e della riconciliazione.
Anche il pellegrinaggio ai santuari mariani rientra in questo contesto: allaMadonna, prima e più che agli altri destinatari delle preghiere e delle offerte, il cristiano si rivolge consapevole dell'importanza della Sua mediazione, della straordinaria efficacia delle Sue grazie.
Nel territorio del Lazio settentrionale, nella Tuscia in particolare, la presenza di decine di santuari e di altari, di chiese e di cappelle dedicate alla Madonna, luoghi tutti che sono stati oggetto di particolare devozione da parte dei fedeli, giustifica -in questo momento storico forse più che in altri- un'attenzione approfondita che consenta di andare oltre gli importanti traguardi raggiunti dalla storiografia che ci ha preceduto.
Le ricerche sui santuari hanno prestato attenzione, sino ad oggi, agli aspetti storico-artistici e storico-antropologici della devozione mariana.
Nel prossimo futuro si può avviare una fase di studio che collochi la devozione mariana e lo studio dei santuari in una storia della vita di pietà che coniughi per un verso con la religiosità del tempo e per l'altro con la dimensione storico-istituzionale della presenza di questi luoghi di culto e del clero che li aveva realizzati o che li gestiva.
Gli ex-voto sono l'espressione fisica, materiale di ciò che rimane al termine dello svolgimento del pellegrinaggio: è segno di riconoscenza, attestazione di una grazia ricevuta, documento di un momento straordinario nella vita di un cristiano. Vi sono poi innumerevoli altre testimonianze del pellegrinaggio al santuario, meno straordinarie, più quotidiane come attestano i libri delle grazie, le memorie, le lettere, gli atti di donazione e tutta la documentazione conservata negli archivi dei santuari. E poi vi è tutta quella documentazione che è stata commissionata e conservata da chi gestiva i santuari o prodotta e raccolta da chi organizza-va i pellegrinaggi e che ci può rivelare molto di come quella pratica di pietà fosse vissuta dai singoli cristiani e dalle comunità nel loro insieme. Ci si riferisce alle innumerevoli e importanti opere d'arte che sono venute a decorare i santuari come anche alle preghiere, ai canti, alle sacre rappresentazioni, ai diari dei viaggi compiuti per adempiere ad un voto e per rendere grazie alla Madonna per la Sua preziosa intercessione.
In questo contesto si colloca l'iniziativa dell' Amministrazione Provinciale di Viterbo che, attraverso il suo Assessorato alla Cultura, Turismo e Sport e il Centro di Catalogazione, si è proposta di avviare una fase di studio e di ricerche sui santuari dell'Alto Lazio, con il doppio proposito di riproporli all'attenzione degli studiosi nella prospettiva sopra accennata ma
problemi che si collegano con lo studio della devozione che ciascuna santuario era stato ed è ancora capace di suscitare.
Ne deriva come conseguenza l'inquadramento dello studio di un santuario nella storia dei santuari di un territorio, nella storia delle devozioni suscitate in una diocesi o da un ordine religioso, nella storia delle "specializzazioni" dei santuari ai fini della intercessione richiesta per particolari finalità.
Il progetto dell' Amministrazione Provinciale si è articolato in tre diverse iniziative che sono legate però strettamente l'una all'altra: i seminari su alcuni santuari significativi nel territorio considerato, la mostra storico fotografica su una selezione ampia dei santuari più rinomati del Viterbese, una pubblicazione con le notizie e le immagini sui santuari mariani.
Quella che si presenta qui è la mostra dal titolo La Madonna della Quercia e i Santuari Mariani nella liscia. Immagini di una devozione. Si tratta di una mostra storico-fotografica che intende fare il punto sulle più recenti acquisizioni e suggerire alcuni possibili percorsi di ricerca, nella prospettiva di realizzare una accurata ricostruzione della storia del santuario e della devozione ad esso collegata.
La mostra dà conto delle Leggende di fondazione dei santuari e della loro storia, dei caratteri delle immagini mariane proposte al culto, delle forme più significative delle devozioni che si esprimevano in occasione dei pellegrinaggi. Essa sottolinea anche la mancanza di ricerche esaurienti sulla storia e sulla vita religiosa che si collegava ad alcuni santuari: in questo senso la Mostra vuole essere un invito pressante a colmare le lacune e, in alcuni casi, ci si augura che possa essere un punto d'avvio di nuove e più approfondite ricerche.

prof Luciano Osbat
Università della Tuscia
Direttore scientifico del progetto

 

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