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Madonna
del Castellonchio
Graffignano
Il
santuario della Madonna del Castellonchio sorge
a circa un chilometro e mezzo di distanza dal
paese, in località "Le Selve"
e si propone, unitamente alla Madonna del Nespolo
e alla Madonna dell'Aiuto presso il torrente Rigo,
come il vertice di un triangolo di santuari mariani
che caratterizza quest'area tiberina
Il culto deriva da una leggenda ancora viva nella
tradizione orale, secondo cui la Madonna apparve
per tre volte ad alcuni pastori; ogni volta i
pastori portarono una sua immagine in processione
fino alla chiesa parrocchiale e inspiegabilmente
ogni volta questa veniva ritrovata sulla quercia
dove era apparsa.
In quei giorni la Vergine venne in sogno ad una
donna inferma ed espresse il desiderio che una
chiesa venisse costruita nel luogo dove l'8 agosto
sarebbe caduta la neve; dopo la nevicata miracolosa
ebbero inizio i lavori di edificazione, che comportarono
l'abbattimento della quercia, dal cui tronco reciso
cominciò a sgorgare un rivolo d' acqua.
La chiesa è nominata in un Catasto della
mensa vescovile di Bagnoregio redatto il 2 gennaio
1464, a proposito del pagamento di una procurazione;
dal 1585 al 1652 fu affidata ai frati Francescani;
nel 1653 venne istituita una cappellania; dal
1909 fa parte della parrocchia.
Il complesso si componeva di un piccolo edificio
ad unica aula, sede originaria dell' affresco
con l'immagine miracolosa della Madonna tra i
santi Rocco e Sebastiano. Questa semplice chiesa
è ormai ridotta a pertinenza del più
importante edificio attuale eretto tra il 1907
e il 1909; in tale occasione l'affresco fu distaccato
dalla sede originaria, fissato su tela e posto
sull'altare maggiore della nuova costruzione.
La Madonna di Castellonchio risponde al tipo della
Madonna dei Raccomandati (tema importante
conosciuto anche sotto le invocazioni di Madonna
del Soccorso o della Misericordia). fl tema
della Madonna mantellata che protegge sotto il
suo manto tutti i fedeli, senza distinzione di
ceto, sesso, stato, adottato inizialmente nell'
ambito di alcuni chiostri monastici, divenne fin
dai primi del XIV secolo patrimonio di varie fraternite
laicali, come i Raccomandati di Mafia. Dagli inizi
del '400, dietro la spinta del movimento mariano
itinerante dei Bianchi, divenne immagine ricorrente
nelle espressioni religiose di matrice popolare.
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