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Centro di Catalogazione dei Beni Culturali

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Pubblicazione periodica semestrale del ccbc della Provincia di Viterbo

N. 17 - gennaio-giugno 2000


La Madonna:
genesi dell'immagine

La religione cristiana fin dagli inizi affidò all'immagine della Madonna un ruolo fondamentale per la diffusione della dottrina tra il popolo. Già nelle catacombe apparvero le sue prime effigi: un pittore cristiano, nella seconda metà del III secolo, rappresentò in un cubicolo delle catacombe di Priscilla a Roma, la Madonna come tenera madre col Bambino in braccio che indossa una veste dal davo rosso proprio del patriziato romano; nel IV secolo, nel Cemeterium Majus, essa compare come una giovane donna dalle braccia levate nel gesto dell'orante.
Sebbene i Padri della Chiesa avessero affermato che non si conoscevano i reali tratti somatici della Vergine, una pia tradizione attribuiva a s.Luca la riproduzione esatta del suo volto dai tratti medioasiatici, di una fissità astratta e ieratica, proiezione di una dimensione psicologica sovrumana.
Nonostante i presunti ritratti di s.Luca e le secolari dispute sull'aspetto della madre del Salvatore, la Vergine non fu mai rappresentata in modo uniforme.
Tre icone già venerate nel V secolo a Bisanzio possono essere considerate come l'origine dei modi di rappresentazione dei tipi cultuali mariani sino alla fine del Medioevo
Il primo tipo, la Hodigitria (il nome deriva dalla chiesa di Hodegon dove era conservata) è un ritratto della Vergine a mezzobusto con il Bambino benedicente, che porta nella mano destra il libro che l'imperatrice Pulcheria (399-453) aveva ricevuto dalla madre Eudoxia residente a Gerusalemme. A partire dal secolo XI questa severa immagine si evolve nella Glikophilousa, una trascrizione più tenera ed umana con un diverso rapporto tra madre e figlio; questo tema ebbe grande fortuna nel tardogotico. Infine la Nikopeia, immagine frontale a figura intera col Bambino rigidamente in asse con la Madre.
La Blacherniotissa, immagine orante attribuita al pennello di s.Luca conservata, unitamente ad una reliquia del mantello della Vergine, nella chiesa delle Blacherne, fu distrutta dall'imperatore Costantino Copronimo durante le lotte iconoclastiche; da questo tipo deriva non solo la Platytera, mediatrice col Figlio (l'Orante), ma essenzialmente la Theotokos, la Madre di Dio che reca sul seno un medaglione col Bambino. E' proprio da questo prototipo che deriva il fortunato tema della Madonna della Misericordia -conosciuta anche con i titoli di Madonna dei Raccomandati; del Soccorso; del Riscatto; dell'Aiuto- in Occidente protettrice di arti e corporazioni, ma essenzialmente potente icona contro le epidemie di peste.
Di particolare interesse iconografico si rivelano due modi di raffigurazione della Vergine.
Il primo è la 'Madonna gravida', simbolo devozionale per le madri e le partorienti: il più antico esempio conosciuto è stato rinvenuto nella Grotta di S. Vivenzio a Norchia, in tetritono viterbese.
Il secondo è la 'Madonna del latte', anch'essa derivante dal prototipo bizantino della Galactotrephousa, che risale al XII secolo. L'arte romanico gotica del XIII secolo fece raro uso di questo tema che, però, conobbe una eccezionale diffusione in tutta l'ecumene cristiana a partire dal XIV secolo.

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