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La
Madonna:
genesi dell'immagine
La religione
cristiana fin dagli inizi affidò all'immagine
della Madonna un ruolo fondamentale per la diffusione
della dottrina tra il popolo. Già nelle
catacombe apparvero le sue prime effigi: un pittore
cristiano, nella seconda metà del III secolo,
rappresentò in un cubicolo delle catacombe
di Priscilla a Roma, la Madonna come tenera madre
col Bambino in braccio che indossa una veste dal
davo rosso proprio del patriziato romano; nel
IV secolo, nel Cemeterium Majus, essa compare
come una giovane donna dalle braccia levate nel
gesto dell'orante.
Sebbene i Padri della Chiesa avessero affermato
che non si conoscevano i reali tratti somatici
della Vergine, una pia tradizione attribuiva a
s.Luca la riproduzione esatta del suo volto dai
tratti medioasiatici, di una fissità astratta
e ieratica, proiezione di una dimensione psicologica
sovrumana.
Nonostante i presunti ritratti di s.Luca e le
secolari dispute sull'aspetto della madre del
Salvatore, la Vergine non fu mai rappresentata
in modo uniforme.
Tre icone già venerate nel V secolo a Bisanzio
possono essere considerate come l'origine dei
modi di rappresentazione dei tipi cultuali mariani
sino alla fine del Medioevo
Il primo tipo, la Hodigitria (il nome deriva
dalla chiesa di Hodegon dove era conservata) è
un ritratto della Vergine a mezzobusto con il
Bambino benedicente, che porta nella mano destra
il libro che l'imperatrice Pulcheria (399-453)
aveva ricevuto dalla madre Eudoxia residente a
Gerusalemme. A partire dal secolo XI questa severa
immagine si evolve nella Glikophilousa,
una trascrizione più tenera ed umana con
un diverso rapporto tra madre e figlio; questo
tema ebbe grande fortuna nel tardogotico. Infine
la Nikopeia, immagine frontale a figura
intera col Bambino rigidamente in asse con la
Madre.
La Blacherniotissa, immagine orante attribuita
al pennello di s.Luca conservata, unitamente ad
una reliquia del mantello della Vergine, nella
chiesa delle Blacherne, fu distrutta dall'imperatore
Costantino Copronimo durante le lotte iconoclastiche;
da questo tipo deriva non solo la Platytera,
mediatrice col Figlio (l'Orante), ma essenzialmente
la Theotokos, la Madre di Dio che reca
sul seno un medaglione col Bambino. E' proprio
da questo prototipo che deriva il fortunato tema
della Madonna della Misericordia -conosciuta
anche con i titoli di Madonna dei Raccomandati;
del Soccorso; del Riscatto; dell'Aiuto-
in Occidente protettrice di arti e corporazioni,
ma essenzialmente potente icona contro le epidemie
di peste.
Di particolare interesse iconografico si rivelano
due modi di raffigurazione della Vergine.
Il primo è la 'Madonna gravida', simbolo
devozionale per le madri e le partorienti: il
più antico esempio conosciuto è
stato rinvenuto nella Grotta di S. Vivenzio a
Norchia, in tetritono viterbese.
Il secondo è la 'Madonna del latte', anch'essa
derivante dal prototipo bizantino della Galactotrephousa,
che risale al XII secolo. L'arte romanico gotica
del XIII secolo fece raro uso di questo tema che,
però, conobbe una eccezionale diffusione
in tutta l'ecumene cristiana a partire dal XIV
secolo.
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