|

Santa
Maria ad Rupes
Castel Sant'Elia
Risalgono
a tempi molto remoti le origini di una profonda
sacralità ierofanica nel luogo dove attualmente
sorge il santuario di S. Maria ad Rupes, la Valle
Suppentonia che si apre tra i territori di Nepi
e Civitacastellana in uno scenario naturale grandioso
di ripide pareti tufacee rotte da innumerevoli
grotte.
Nei primi anni del VI secolo una piccola comunità
di eremiti che avevano abbracciato la regola benedettina
si insediò nelle numerose cavità
che si aprono nel costone tufaceo.
Questi monaci fondarono sul pianoro soprastante,
sopra le rovine di un tempio dedicato a Diana,
la celebre basilica di S. Elia.
La sentita devozione mariana che ha dato origine
al santuario è, però, relativamente
recente: nel 1777 la custodia della grotta, dove
si venerava una tela cinquecentesca della Vergine
con il Bambino, fu affidata al terziario francescano
Andrea Rodio che lì visse come romito per
quarantadue anni, realizzando in quattordici anni
di duro lavoro l'impresa di collegare la chiesa
con il pianoro di accesso mediante 144 gradini
scavati nel tufo.
La fama di santità del frate eremita e
la devozione alla Madonna comportarono un pellegrinaggio
sempre più cospicuo che contribuì
a diffonderne la fama tanto che il modesto romitorio
rupestre, ormai divenuto un celebre santuario
mariano, fu affidato nel 1892 ai Minori di s.
Francesco, inizialmente alla Congregazione irlandesedi
s. Isidoro; in seguito, dal 1898, ai Minori di
S. Croce in Prussia e da] 1992 ai pa dri
polacchi della Congregazione di S. Michele Arcangelo
(Micaeliti).
Momento centrale della devozione mariana è
l'immagine miracolosa dalla insolita iconografia
della Madonna introno che adora il Bambino disteso
dormiente sulle sue ginocchia; un tema che conosce
una certa diffusione intorno alla metà
del XV secolo, specie in area centro-settentrionale,
e che si carica di notevoli valenze simboliche
per il suo alludere prolettico alla morte salvifica
di Cristo.
Il 17 maggio 1896 fu concessa dal Capitolo Vaticano
la solenne incoronazione dell'immagine e nel 1912
s. Pio X eleva il santuario alla dignità
di Basilica Minore.
Il 24 maggio 1964 la cerimonia della solenne incoronazione
fu replicata per riparare al furto delle corone
avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 luglio
1963.
|