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Centro di Catalogazione dei Beni Culturali

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Pubblicazione periodica semestrale del ccbc della Provincia di Viterbo

N. 17 - gennaio-giugno 2000


Santa Maria ad Rupes
Castel Sant'Elia

Risalgono a tempi molto remoti le origini di una profonda sacralità ierofanica nel luogo dove attualmente sorge il santuario di S. Maria ad Rupes, la Valle Suppentonia che si apre tra i territori di Nepi e Civitacastellana in uno scenario naturale grandioso di ripide pareti tufacee rotte da innumerevoli grotte.
Nei primi anni del VI secolo una piccola comunità di eremiti che avevano abbracciato la regola benedettina si insediò nelle numerose cavità che si aprono nel costone tufaceo.
Questi monaci fondarono sul pianoro soprastante, sopra le rovine di un tempio dedicato a Diana, la celebre basilica di S. Elia.
La sentita devozione mariana che ha dato origine al santuario è, però, relativamente recente: nel 1777 la custodia della grotta, dove si venerava una tela cinquecentesca della Vergine con il Bambino, fu affidata al terziario francescano Andrea Rodio che lì visse come romito per quarantadue anni, realizzando in quattordici anni di duro lavoro l'impresa di collegare la chiesa con il pianoro di accesso mediante 144 gradini scavati nel tufo.
La fama di santità del frate eremita e la devozione alla Madonna comportarono un pellegrinaggio sempre più cospicuo che contribuì a diffonderne la fama tanto che il modesto romitorio rupestre, ormai divenuto un celebre santuario mariano, fu affidato nel 1892 ai Minori di s. Francesco, inizialmente alla Congregazione irlandesedi s. Isidoro; in seguito, dal 1898, ai Minori di S. Croce in Prussia e da] 1992 ai padri polacchi della Congregazione di S. Michele Arcangelo (Micaeliti).
Momento centrale della devozione mariana è l'immagine miracolosa dalla insolita iconografia della Madonna introno che adora il Bambino disteso dormiente sulle sue ginocchia; un tema che conosce una certa diffusione intorno alla metà del XV secolo, specie in area centro-settentrionale, e che si carica di notevoli valenze simboliche per il suo alludere prolettico alla morte salvifica di Cristo.
Il 17 maggio 1896 fu concessa dal Capitolo Vaticano la solenne incoronazione dell'immagine e nel 1912 s. Pio X eleva il santuario alla dignità di Basilica Minore.
Il 24 maggio 1964 la cerimonia della solenne incoronazione fu replicata per riparare al furto delle corone avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 luglio 1963.

 

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