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La Bibbia cosiddetta di San Tommaso: il progetto di restauro, la mostra

 

locandina della presentazione La "Bibbia cosiddetta di San Tommaso" (Ms.II.A.VI.5), prezioso codice manoscritto e miniato del XIII secolo, è conservata nella Biblioteca Civica degli Ardenti di Viterbo, dove confluì nel 1876 in seguito alle leggi sull'incameramento dei beni ecclesiastici da parte del nuovo stato unitario.

Bibbia prima del restauro L'esemplare, redatto in Littera textualis in uno scrittoio domenicano nel terzo quarto del XIII sec., per la Biblioteca conventuale di Santa Maria in Gradi in Viterbo, ha acquisito nel tempo un valore di leggendaria unicità per l'interpretazione agiografica attribuita al volume dalla tradizione.

Alcune note a margine (glosse), databili al XIII sec., e la presenza documentata tra il 1256 e il 1268 di San Tommaso d'Aquino a Santa Maria in Gradi, hanno accreditato già nel XVII sec. l'ipotesi di un diretto intervento autografo del Dottore della Chiesa a commento del testo. Un restauro eseguito sul codice nel 1613 ha infatti aggiunto una coperta in seta operata in fili d'oro, a suggello della nuova valenza reliquiaria attribuita alla Bibbia.

Nel 1913, autorevoli studi paleografici condotti su corrette basi scientifiche hanno escluso l'autografia tommasea, sulla base di confronti diretti con i suoi scritti originali, chiarendo definitivamente la vicenda dal punto di vista storiografico.

Nel 2005 la "Bibbia cosiddetta di San Tommaso" è Bibbia dopo il resturo stata sottoposta a restauro presso il Laboratorio di Restauro della Provincia di Viterbo. In occasione dell'intervento l'Assessorato alla Cultura della Regione Lazio (Soprintendenza Beni Librari) ha prodotto in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura della Provincia di Viterbo, un DVD contenente la versione digitale del testo completo, introdotta da contributi storici, paleografici e codicologici, e la documentazione filmata in formato interattivo delle varie fasi del lavoro condotte dai tecnici del settore "cartacei e membranacei" del Laboratorio di Restauro.

L'allestimento di "Glossa", curato dal Laboratorio di Restauro della Provincia di Viterbo, ripropone oggi in veste di mostra documentaria il percorso di analisi ed approfondimento scaturito nel corso dell'intervento sul prezioso documento di arte e storia viterbese.

 

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